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Monday, July 13, 2015

Southern Illinois University library to add Manfred S. Frings Papers to special collections

Beginning this September, Southern Illinois University - Carbondale will be unveiling its collection of the Manfred S. Frings Papers in its Special Collections Research Center of the Morris Library.

Manfred Frings was the editor of Max Scheler’s Collected Works (Gesammelte Werke), translated many of Scheler’s works into English, and is preeminently responsible for introducing Scheler’s phenomenology to the English-speaking world.

Frings initiated the annual International Heidegger Conference at DePaul University in 1966. He was one of six scholars chosen by Martin Heidegger to be the original editors of Heidegger’s Collected Works (Gesamtausgabe). He edited Heidegger’s 1942-1944 lectures on Parmenides and Heraclitus (volumes 54 and 55 of the Gesamtausgabe).

Since 1970, he served as editor of the Collected Works (Gesammelte Werke) of Max Scheler (1874-1928), a task completed with the publication of vol. 15 in 1997. He was President (then President Emeritus) of the international Max Scheler Society (Max-Scheler-Gesellschaft), as well as a founding father of the Max Scheler Society of North America (MSSNA).

For more information about Manfred Frings see: https://mssna.wordpress.com/announcements/

For more information about the opening of the Manfred S. Frings Papers contact Christina Bleyer at cgould@siu.edu or 618-453-1499. Christina M. Bleyer, PhD Research Specialist
Special Collections Research Center
Morris Library
Southern Illinois University Carbondale
605 Agriculture Drive
Carbondale, IL 62901-6632
618-453-1499
cgould@lib.siu.edu

Wednesday, May 21, 2008

The young Scheler

Mancuso Giuliana, Il Giovane Scheler (1899-1906) (Milano: Edizioni Universitarie di Lettere Economia Diritto, 2008).
310pp.
€28,50
ISBN-13: 9788879163651
ISBN: 8879163655

Con la pubblicazione del Formalismusbuch e la proposta di un'etica materiale dei valori, Scheler si impose come esponente di punta della fenomenologia di impronta realistica. Tuttavia, egli aveva esordito sulla scena filosofica con una serie di scritti di impostazione neokantiana, e tale restò il suo quadro concettuale di riferimento almeno fino al 1906. Di questa fase giovanile ci si è occupati ben poco. Il neokantismo che informa la prima produzione scheleriana è rimasto una nozione vaga, non tematizzata in quanto tale. Il libro specifica questa nozione attraverso l'esame dei testi giovanili, dei loro più significativi debiti teorici e delle questioni teoriche in essi affrontate. Le risposte del giovane Scheler mostrano come il suo pensiero fosse radicato all'interno del paradigma inaugurato da Kant e sviluppato dal neocriticismo: un paradigma del quale egli accolse la strumentazione concettuale, pur problematizzandola, per lavorare dall'interno alle linee di tensione dell'impostazione trascendentale. L'analisi di due luoghi celebri della filosofia scheleriana della maturità coglie, infine, la presenza operativa di elementi teorici riconducibili al neokantismo giovanile.

Giuliana Mancuso (Carate Brianza, 1975) ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca presso l'Università di Torino e attualmente è assegnista all'Università degli Studi di Milano. É autrice di traduzioni e saggi critici che hanno per oggetto la filosofia tedesca tra Ottocento e Novecento, con particolare attenzione al pensiero di Max Scheler, al neokantismo marburghese e alla fenomenologia.